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Due
ruote ai confini del mondo: ISLANDA in MTB
Appena sotto il Circolo polare artico, un'isola di ghiaccio e di fuoco che sembra fatta apposta per i biker alla ricerca di emozioni al di là dell'estremo. Isola dell'Atlantico settentrionale; è situata
immediatamente a sud del circolo polare
artico, a 800 Km. dalle coste settentrionali
della Scozia ed a 300 da quelle
sud-orientali della Groenlandia. Terra del
ghiaccio, ma anche del fuoco, accanto ai
grandi ghiacciai (Vatnajokull, oltre 8000
Kmq.); l'Islanda presenta numerosi
vulcani (Hekla, m. 1447; Snalfell, m.
1823). Sono frequenti i geyser (notissimo
fra tutti il Gran Geyser presso Skalholt nel
SW dell'isola). Le coste sono frastagliate
dai profondi fiordi. Le principali isole che
circondano l'Islanda sono le Vestman.
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Nel novembre del 1963, al largo di queste, è affiorato un vulcano sottomarino: il Surtsey ed il Syrtringur apparso poco lontano nel maggio del 1965. Il clima lungo il litorale meridionale è marittimo, per effetto delle acque della corrente del Golfo; nelle altre parti è invece molto rigido. I fiumi più importanti sono: lo Jokulsà, il Thòrsà e lo Skjalfanda; laghi notevoli come il Thingvalla, il Dyngju, il Thoris e il My.
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L'Islanda fu scoperta nel sec. VIII da
alcuni monaci irlandesi; nel'867 vi sbarcò
il corsaro norvegese Nadodd che la
chiamò Sneeland (terra della neve);
l'anno successivo ebbe il nome odierno.
Nell'870 alcuni Norvegesi, insofferenti
della tirannide di Harald abbandonarono
la Norvegia e guidati da Ingolf fondarono
in Islanda la prima colonia, che già nel
930 ebbe un Parlamento, il primo del
mondo. Se si arriva in Islanda in tarda serata, Reykjavik è solo una città addormentata. Bisogna aspettare la mattina per montare le biciclette e scrutare il cielo, sempre pronto a benedirti con la sua acqua. Ci si dà appuntamento in un luogo dove la storia incontra il mito. Nella piana di Phingvellir, oltre 10 secoli fa uomini ancora vestiti di pelli diedero vita al primo parlamento che la storia ricordi. Si possono lasciare le biciclette e camminare fino al luogo di quelle antiche assemblee. La prima tappa sono 60 chilometri di dolci ondulazioni che servono a preparare le gambe per le tappe che verranno: l'itinerario prescelto è la F37, la strada che taglia l'isola all'interno. Partendo dalla capitale, passando tra ghiacciai, laghi e cascate, attraversando fiumi e deserti, arriva ad Akureyri, la piccola capitale del nord. La seconda tappa prevede, come minimo due meraviglie: le cascate di Gulfoss e i geyser di Geyser. Abbandonato l'asfalto si inizia a percorrere un divertente sterrato e quasi subito si sente il rombo dell'acqua che precipita per decine di metri sollevando una nuvola che il sole trasforma in oro. L'Islanda è la terra del ghiaccio e del fuoco e questa immagine per quanto abusata, è profondamente vera. Lo si capisce davanti al meraviglioso fenomeno dei geyser. Da milioni di anni, con precisione cronometrica, le
colonne d'acqua si scaldano al fuoco della terra e, per un gioco di pressioni e temperature, si lanciano verso il cielo disegnado volte di magnifico azzurro. Ciò che più incanta, dormendo nel campeggio vicino, è il continuo brontolio della terra e il fatto che neppure di notte si plachi questa incessante attività geotermica. Poi il deserto islandese. Una distesa di terre brune e nere, dove spiccano le chiazze di verde brillante e giallo cupo dei muschi e sfolgora il bianco del Langjokull e dell'Hofsjokull, rispettivamente il secondo e il terzo ghiacciaio per grandezza dell'Islanda. Si prosegue poi l'attraversamento della landa desolata, valicando montagne (per la verità non molto alte) fino ad arrivare ad un rifugio incantato ed isolato, in riva a un lago dove si bagnano i ghiacci del Langjiokull. Basta superare diversi profondi guadi per guadagnarsi un bagno fantastico nelle pozze d'acqua calda e sulfurea di Heravellir. A chi trova monotono il deserto e non sa trarre gioia dalle meraviglie della natura, in questo tratto conviene pedalare a tutta birra o chiedere un passaggio ai rari fuoristrada, perchè ben presto diventerà noioso anche per gli amici e si renderà conto di aver sbagliato clamorosamente tipo di vacanza. Chi invece apprezza queste cose si sentirà come un bambino in un negozio di giocattoli, tanto che una volta finita la traversata dell'interno e arrivato sulla Ring Road, la strada che fa il periplo dell'isola, troverà vagamente fastidioso il contatto con la civiltà, anche se rappresentata dalla deliziosa Akureyri, cittadina di poco più di 15.000 abitanti. A 120 Km da Akureyri c'è un lago bellissimo, circondato da incredibili fenomeni vulcanici, fanghi ribollenti e lave solidificate nelle forme più fantasiose....
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A loro modo sono un pò esibizionisti. Li vedi passare in bici, carichi all'inverosimile su salite impietose sotto una pioggia battente e, alla sera, montare una tenda minuscola negli angoli più selvaggi per mangiarsi qualcosa e infilarsi in un sacco a pelo che l'umidità e l'usura hanno reso simile alla cuccia del cane.

Fanno parte di una specie di club non ufficiale, ma dallo statuto ferreo: sono quelli che hanno attraversato l'Islanda da soli con una mountain bike, che hanno vissuto il tormento e l'estasi delle strade fangose e di quei panorami straordinari che assumono un significato diverso quando sono conditi dalla fatica e dalla solitudine.

Continua...
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