Avventure

 

Diario del biker turista piemontese Piero Conti in visita ai luoghi dell'Aspromonte.

Botricello (cz), 11 agosto '04 Sono le 5.30 del mattino e dal villaggio turistico nel quale sono alloggiato s'intravedono le prime luci dell'alba. Mi aspetta un lungo trasferimento in macchina (170 km. circa!) per raggiungere la località di Gambarie d'Aspromonte in provincia di Reggio Calabria dove ho appuntamento con un gruppo d'appassionati biker locali che sono riuscito a contattare tramite internet; già dai contatti tramite e.mail e dalle telefonate intuisco che si tratta di persone disponibili ad accogliermi e anche per questo sono curioso, oltre a visitare nuovi posti per pedalare, di conoscere personalmente queste persone.
Usciti dall'autostrada al casello di Bagnara Calabra, con un po' di difficoltà a causa anche della mancanza di cartelli indicatori, percorro una strada spettacolare che s'inerpica in montagna in direzione dell'Aspromonte. In alcuni tornanti dal finestrino dell'auto è possibile scorgere il paesaggio sottostante che assomiglia ad un enorme presepe con piccoli appezzamenti di terreno, paesini dimenticati e piccole colline. Al termine della salita tortuosa il paesaggio cambia lasciando spazio ad una vegetazione ancora più ricca con alberi e tanto verde che stupiscono.
Sono a circa 1000 mt. sul livello del mare.Il paese di Gambarie sembra non giungere mai nonostante la strada ora diviene notevolmente più dritta anche se parecchio stretta. La vegetazione si fa sempre più lussureggiante. Finalmente arrivo a destinazione dopo circa due ore e trenta di viaggio.
Ho appuntamento presso l'Hotel Centrale e l'aria fresca che si respira mi rinfranca dal viaggio di trasferimento compiuto. Dai 29° gradi della pianura, passo ai 23°gradi e spero che la mia escursione in m.t.b. la possa compiere con aria così fresca (abituato ad allenarmi di corsa alle sette del mattino per il notevole caldo di questo mese). Sono accolto con gran calore della gente che ho contattato tramite internet e dentro di me penso a quanta differenza esiste fra il tipo d'accoglienza che generalmente riservano i calabresi rispetto ai miei compaesani piemontesi notevolmente più distaccati e "freddi".
La guida Pasquale mi dà alcune importanti istruzioni sull'itinerario che ha intenzione di compiere insieme a me e si raccomanda soprattutto del fatto che il tracciato presenta discese nelle quali sono richieste buone abilità tecniche. M'invita quindi fin da subito alla prudenza. Mi sembra di intuire già dai primi colloqui d'avere comunque la sua stessa mentalità e soprattutto lo stesso spirito di intendere e concepire la m.t.b. Questa in realtà sarà la chiave di volte del successo dell'escursione. Durante il lungo tragitto sugli sterrati dell'Aspromonte il nostro motto è, infatti, risuonato sovente tra i silenzi dei luoghi: "Questa è la mountain - bike!".Come dire ottima intesa! L'escursione inizia in leggera salita pedalando tra un fitto bosco di castagni e pini. Facciamo subito incontro con biker che pedala in direzione opposta alla nostra in modo assai scomposto. E' privo di casco ed abbigliamento adeguato per la bicicletta. Pasquale ed io scuotiamo entrambi la testa e riflettiamo invece a quanto sia importante disporre della giusta attrezzatura quando si va in m.t.b.!
Si affronta ora una salita più impegnativa con relativa discesa in modo che Pasquale si possa rendere conto delle mie effettive potenzialità. Non sono particolarmente allenato in bicicletta ma la guida intuisce che dispongo di buoni mezzi organici tali da poter affrontare un percorso lungo, alcuni dei quali anche tecnici ed impegnativi. Terminato "il test attitudinale" inizia così il giro vero e proprio. Il paesaggio, così come mi fa notare la simpatica e competente guida, nell'Aspromonte è completamente mutevole e senza dubbio questa caratteristica del luogo è un aspetto d'interesse particolare. Si pedala ora sotto il sole (anche se il clima non è afoso) ora all'ombra di una fitta vegetazione boschiva per poi passare dalla discesa improvvisa a salite corte ma ripide per giungere di tanto in tanto ad acque sorgive che, preziosamente, escono dal terreno.
Pasquale mi conferma comunque che l'Aspromonte è poco "aspro" in quanto a vegetazione anche se il terreno per la m.t.b. è particolarmente allenante. Di tratti in pianura, in effetti, ce ne sono pochissimi ma….com'è la filosofia mia e di Pasquale…"Questa è la mountain-bike!"
Pedaliamo lungo sterrati stretti e tortuosi nei quali è preferibile prestare attenzione per evitare di cadere, il terreno è impegnativo a causa anche del pietrisco che ricopre gli innumerevoli sentieri di questa zona. Non s'incontra anima viva e neanche un mezzo a quattro ruote motrici potrebbe percorrere questi tratti a volte talmente stretti che ci possano passare a mala pena due biciclette. Gustiamo il silenzio dei boschi e di tanto intanto (io anche per prendere un po' di fiato) il panorama dei monti adiacenti.
L'atmosfera è suggestiva. Prima di giungere ad una grande diga percorriamo quella che a mio giudizio è il tratto più bello dell'intero percorso. E' difficile descriverlo così come stesso succede quando il paesaggio e il tratto che percorri ti affascina al punto che in quel determinato momento ti fa sentire in pace con se stesso procurandoti sensazioni di piacere. Ora si scende in uno sterrato tecnico che mette a dura prova i freni delle nostre m.t.b..
Certo è che se disponessi dei freni a disco sarebbe un'altra cosa! I cerchioni sono bollenti, se poi penso al successivo tratto in ripida salita…penso solo a…roba da gente matta come noi due!
I contrasti di colori offerti da una splendida giornata fanno da cornice a sensazioni particolari. Si è in un posto sperduto dal mondo ma con le nostre amate m.t.b. si è super contenti di esserci. La natura selvaggia è rappresentata dal verde intenso degli alti alberi secolari che cedono il posto qua e la a cortecce d'alberi morti che ricordano alcuni disegni visti su libri di preistoria.
Il silenzio assoluto ci avvolge; c'è solo il rumore delle ruote che lambiscono il terreno di sassi, terriccio e fogliame. Prima di giungere alla diga ci fermiamo a fondo valle in una delle diverse fontane naturali d'acqua sorgiva che nel percorso abbiamo avuto modo di incontrare. Prima di passare il guado di un piccolo torrente d'acqua fresca e trasparente io non resisto alla tentazione di immergermi i miei piedi caldi dalla pedalata appena compiuta. Arrivo fino al ginocchio ed oltre e mi bagno anche la testa. Mi preparo anche per il successivo sforzo dell'ennesima salita che più avanti inesorabilmente mi aspetta. L'acqua dell'invaso creata dall'insenatura è trasparente al punto che è possibile scorgere con nitidezza sia i piccoli sassi sia i nerissimi girini sia ruotano sul fondo.
A proposito d'animali Pasquale mi comunica che nella zona ci sono diverse specie: cinghiali, volpi, poiane, cerbiatti, ricci e altro ancora. Insomma qui la natura è un trionfo d'animali e vegetali. Dopo esserci rifocillati a dovere affondiamo una salita in asfalto. Pasquale sembra avere nelle gambe un motorino speciale per come affronta con facilità la salita. Non a caso quest'anno si è laureato campione regionale di m.t.b.. Io cerco di tenergli testa ma, pur discretamente allenato, ho una marcia in meno di lui. Il mio cardiofrequenzimetro collocato sul manubrio segna pulsazioni che oscillano dai 165 ai 170 al minuto. Credo che Pasquale non superi le 150 al minuto e se lo volesse, accelerando, mi staccerebbe. L'agonismo è sempre stata una mia passione e fa piacere vedere "motori brillanti" come quello del socio che ho al fianco. Scherzando, al culmine della salita invento la scusa del mio fiato corto causato da un pattino che tocca il cerchio….entrambi ci facciamo una bella risata!
Giunti alla diga osserviamo la sua imponenza. Il caldo ora che gli alberi non ci sono più è notevole anche se siano ad una certa quota. Dall'asfalto allo sterrato ancora salite e discese. Abbiamo percorso fin qui 45 km. Pasquale sempre attento e disponibile in tutto mi incoraggia e mi indica il successivo sentiero ora in mezzo al bosco che bisogna prendere per non perdersi.Tra noi si commenta che l'Aspromonte al contrario della Sila che offre terreni più "dolci",ha tratti decisamente più nervosi. È quindi difficile fare paragoni. Sono belli entrambi; ciò che li accomuna è indiscutibilmente la natura. Un rapido sguardo alla mia cartina serve a Pasquale per illustrarmi l'ultimo tratto da percorrere. La brava guida in discesa mi lascia il passo in modo che io possa scegliere il tratto per me più congeniale. Ci divertiamo ancora tanto nonostante le mie gambe inizino a farsi sentire. Superiamo quota 50 km. e si percorre un tratto d'asfalto in leggera discesa che ci porterà alla conclusione del bel percorso. Abbiamo fatto in totale 60 km. Mi congratulo con l'eccellente guida e faccio i complimenti anche a Claudio e Rosalba per la preziosa disponibilità che hanno dimostrato nel mettermi in contatto con la guida e naturalmente anche per la loro simpatia. Questa esperienza rimarrà indubbiamente impressa nei miei ricordi per le forti sensazioni vissute come biker e per aver conosciute delle persone veramente apprezzabili.

"Questa è la mountain-bike!" Piero Conti

 

 

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